Domenica, Agosto 18, 2019

Cinema

Opera

Teatro

Genovino d'oro 2019

QUELLI CHE IL TEATRO...

“mArAvigliA” …nel paese delle meraviglie

ALI, emblema di una generazione dalle mille opportunità, nata col palmare in mano, continuamente connessa col mondo ed eternamente annoiata, sperimenta il privilegio, la condizione di una vita “sdraiata”…quando…la sua stessa noia, un ESSERE VIVENTE voluto, creato, cresciuto dentro di sé, posseduto, le sfugge con un impeto improvviso a rincorrere il nuovo, lo sconosciuto, il diverso, l’inconsueto, lo straordinario… Forse ci vuole proprio una noia senza aiuti, una noia disuguale da quella che immaginiamo, per imparare a scoprire, a lasciarsi coinvolgere, per cercare un interesse, una passione…e forse…e solo forse, percorrendo a ritroso i passi “passati” si è in grado di smascherare il valore del dubbio, per progettare un futuro consapevole, il “nostro” futuro…

Non una semplice “narrazione” per bambini, ma una satira con la sua mitologia, le similitudini e le metafore. Una progettualità che fa del nonsense il suo senso più autentico. Un luogo dove Alice, intrappolata nella sua ripetitiva concretezza, annoiata dalla noia, sospesa in quel tempo dove non succede nulla, dove non si hanno né sensazioni, né direzione, né significato, né senso, dove tutto diventa odioso…invasa “dall’adultità” di Bianconiglio…si trasmuta nella sua Lei infantile, libera, spensierata, oscillando in un vortice di fantasia e realtà. Un viaggio che si costruisce e si capovolge e si dipana e si ricompone, attraverso la rete intricata di significativi momenti inquieti e straniti che ritraggono i vizi dell’oggi, ben camuffati sotto i variopinti costumi di personaggi incredibili, ma meno irrealistici di quanto si possa pensare.

Elementi ricorrenti sono
• TEMPO, l’irraggiungibilità come il “non mai”, il desiderio di vivere nell’infinito, nell’istante del puro divenire
• CIBO, che delineando un’immagine corporale alterata sembra rispecchiarsi nelle teorie dei limiti
• CRESCITA, che non ferma il percorso evolutivo nella spasmodica ricerca della consapevolezza, della fiducia, del sé
• ONIRICO - INCONSCIO - PAURE
• DISORDINE all’interno dell’ORDINE
• RABBIA - PAZZIA - SAGGEZZA Il carattere del “lavoro” declina da
• LUCE e BUIO
• FUORI e DENTRO
• BASSO - ALTO - SOTTO - SOPRA
• REALTÀ e FANTASIA • SCENE “di” e “in” movimento
• RACCONTO DESTRUTTURATO e FOGGIATO in QUADRI, mediante una modalità giocata a modellare il corpo degli attori
• OGGETTI e COSTUMI COME SIMBOLI di un mondo reale e immaginario e dove molto si immagina
• DIALOGHI che, senza assumere un ruolo di centralità, completano e definiscono lo svolgersi degli eventi

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